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Ferite, danni al piumaggio e malattie

Fratture e rottura dei legamenti

a) ali
Se il trovatello ha un'ala rotta o slogata, lo si vede quasi sempre facilmente. Siccome i rondoni sono uccelli che vivono volando, se hanno un danno all'apparato per il volo, questo può essere fatale. Nel corso della vita, che può arrivare anche ai 20 anni, i rondoni percorrono fino a 200.000 km all'anno. Per un rondone non ci sono compromessi: deve essere in grado di volare perfettamente altrimenti precipiterà miseramente al suolo. Tuttavia quando si vede che un'ala è spezzata, non si devono perdere le speranze. Infatti ci sono molti casi in cui i rondoni sono guariti perfettamente. Il veterinario grazie a delle radiografie sarà in grado di giudicare la situazione.

 

Punta d'ala rosicchiata da un gatto. © C. Haupt
Un animale maltrattato con un fissaggio non idoneo di una frattura mediale dell'ala. © C. Haupt
Sotto il fissaggio c'è un'infezione grave di una frattura avvenuta da più giorni. © C. Haupt

b) cintura scapolare

Le ossa più importanti della cintura scapolare negli uccelli sono la forcella fine come una filigrana e l'osso chiamata becco di corvo che è molto forte e serve per il volo. Quando un uccello sbatte a forte velocità  contro un ostacolo, queste ossa ed i legamenti si rompono frequentemente e le condizioni sono sempre disperate. Dal di fuori inoltre non si percepisce molto, se non il fatto che il rondone non riesce più o a volare, o al massimo per tratti molto brevi. Se poi lo si mette sulla schiena (la cosiddetta "prova della rotazione") il rondone non riesce a girarsi da solo – cosa che farebbe immediatamente se non avesse danni alla cintura scapolare! Siccome queste fratture non sono immediatamente riconoscibili, come invece un'ala rotta, la maggior parte delle persone non crede che invece le condizioni siano critiche. I veterinari possono diagnosticare la frattura della cintura scapolare con delle radiografie.

Frattura della cintura scapolare o lussazione : postura asimmetrica dell'ala. © I. Polaschek

c) gambe

La frattura delle zampe può avvenire o per una caduta dal nido, soprattutto negli esemplari giovani, o quando i rondoni tentano di liberare una zampa che è rimasta impigliata in qualche filo del nido. Succede quindi che questi uccellini rimangono impotenti sul fondo del loro nido e arrivano ad una morte lenta e dolorosa dopo molti giorni se nessun passante se ne accorge e chiama i pompieri per liberare la bestiola.

Nel caso in cui sia fortunato e venga salvato, ci troviamo di solito davanti ad una zampa che è molto gonfia, storta o addirittura necrotica e quindi è necessario l'intervento del veterinario. Una zampa spezzata, se curata da un veterinario con una fasciatura lungo il corpo ed un adeguato riposo, può guarire senza complicazioni e anche se rimane una piccola stortura questa non invalida l'uccello. In caso di una frattura complicata di una zampa o del piede che rimangono appese per la pelle o un tendine, o di un arto necrotico, il veterinario dovrà  praticare un'amputazione in narcosi generale. Tuttavia si deve sapere che un rondone con una gamba sola può vivere e anche covare.

 

Frattura bilaterale delle gambe con una fasciatura contenitiva. © P. Hartmann

d) becco

Le fratture del becco raramente sono conseguenza di una caduta, ma di solito avvengono in caso di cibo troppo grosso o duro o per come gli viene somministrato: spesso con il dito si apre il becco piegando verso il basso la parte inferiore del becco e provocando la frattura degli ossicini. Queste fratture, che sono inutili ed evitabili, provocano gravi deformazioni! Molte volte queste fratture non guariscono mai perché il becco si deve muovere sempre per poter mangiare e se le estremití  della frattura si seccano, si possono instaurare processi infettivi che penetrano poi nelle ossa provocando la morte dell'uccello. Ma anche nel caso in cui le ossa si saldino, poi la parte superiore del becco non coincide più con quella inferiore in conseguenza del callo osseo. Nei casi peggiori si può arrivare alla perdita di materiale corneo del becco come anche alla rottura della punta del becco; entrambi eventi sono una condanna a morte! Il trattamento di un rondone con il becco rotto presuppone una grande competenza e soprattutto precauzione nell'alimentarlo. Si consiglia di portare prima possibile il rondone con il becco rotto dal veterinario che provvederí  alla sua fissazione.

 

Frattura aperta del becco © P. Hartmann

contusioni

 

Le contusioni delle spalle di solito, clinicamente, sono molto simili alla frattura dell'osso o dei legamenti della cintura scapolare. Se facciamo la prova della rotazione, anche in questo caso la bestiola non riesce a rigirarsi da solo. Tuttavia le spalle sono simmetriche. Se il rondone non riesce a stendere l'ala, e la tiene stretta lungo il corpo, si deve fare subito una radiografia. Una contusione, per quanto dolorosa, però guarisce! Di solito dopo un paio di giorni il rondone ricomincia a muovere l'ala, cautamente. Con il susseguirsi dei giorni, si osserva un lento ma inesorabile miglioramento e dopo 10-14 giorni si deve cominciare a fare la fisioterapia (esercizi sul pavimento o sulla tenda). Per esperienza possiamo dire che nel giro di 3-6 settimane l'uccello può volare di nuovo autonomamente!


ferite, morsi


Se trovate un rondone ferito dovete recarvi immediatamente da un veterinario che deciderà se il trattamento deve essere fatto in narcosi, e procederà  alla toilette della ferita, eventualmente applicando anche dei punti di sutura e gli prescrive  gli antibiotici necessari. Può essere necessaria anche una fleboclisi, soprattutto se il rondone ha perso molto sangue.

 

Si devono assolutamente evitare pomate grasse, fasciature strette o cerotti per non danneggiare il piumaggio!

Se le ferite sono state provocate da un morso di un gatto, gli si deve dare quanto prima un antibiotico. Ogni ora è di vitale importanza! I graffi provocati dalle unghie del gatto sono ferite ricettacoli di microbi e quindi ad alto rischio di infezione. I morsi di gatto portano a morte in breve tempo. La bava del gatto è portatrice di infezioni batteriche che infettano il rondone e lo portano a morte per setticemia in un paio di giorni, in quanto è molto sensibile a questo agente patogeno.

Ferita scotennata piatta provocata da un gatto. © C. Haupt


ferite agli occhi


Per i rondoni le ferite agli occhi hanno per lo più una prognosi infausta. Quindi non aspettate ma portateli immediatamente dal veterinario! Sotto al gonfiore o alle croste di sangue ecc si nasconde di solito, purtroppo, un occhio malato, per es. una abrasione della cornea o altri problemi similari. Con un occhio solo il rondone non può sopravvivere perché non riesce a vedere lo spazio intorno a sé e di conseguenza non riesce più a trovare il cibo. Inoltre le lesioni all'occhio sono terribilmente dolorose! Purtroppo bisogna accettare il consiglio del veterinario di porre fine alle sofferenze del povero animale.

 

Rondone con una lussazione della lente, © C. Haupt


sanguinamenti


Sanguinamenti dal naso o dal becco si accompagnano spesso a incidenti di impatto. Si deve cercare di togliere delicatamente il sangue con dei cotton fiock dalle cavità , altrimenti l'uccellino potrebbe soffocare! Il secondo passo è quello di portarlo immediatamente dal veterinario! Sanguinamenti dall'orecchio sono sinonimi di danni cerebrali per cui non resta che l'eutanasia. Ci troviamo davanti ad un sanguinamento copioso in caso di rottura o distacco di un artiglio o quando un esemplare giovane ancora con il calamo in crescita perde una penna. Per fermare il sangue da un artiglio, si può premerlo in un pezzo di sapone ma nel caso di un calamo rotto, non ci sono rimedi casalinghi. Si può tentare di tamponare il sanguinamento comprimendo con una garza sterile fino a quando non smette di sanguinare. Dopo si deve far asciugare il moncone del calamo rotto, cosa che richiede di norma circa 8-10 gg., e solo alla fine si può procedere alla sua rimozione in modo da permette la crescita di una nuova penna. I rondoni che sono ancora in fase di crescita delle penne, devono essere trattati e toccati con estrema cautela per non rovinare i loro calami.


Danni al piumaggio primario


Parleremo ancora dei danni al piumaggio sotto la voce  "errori nell'alimentazione" ma qui vogliamo ribadire il concetto che sempre più spesso i rondoni, con questo tipo di problema provocato da incidenti, si trovano nelle mani dell'uomo: le piume del timone possono essere piegate, rotte o mancare per altri motivi non noti.
Questi danni sono per lo più asimmetrici e riguardano solo un'ala, a differenza di quando, invece, questi problemi sono provocati da un'alimentazione sbagliata o da difetti genetici, dove allora le problematiche si riscontrano bilateralmente.

 

 

Giovani uccellini con problemi di piumaggio generalizzati provocati da alimentazione sbagliata © C. Haupt
Uccello adulto con problemi meccanici da danni del piumaggio primario: indicazione all' imping (trapianto di penne) © C. Haupt


Quando trovate un rondone con un grande difetto del piumaggio dovete prendere assolutamente contatto con il DGfM e cercare di portare l'uccello alla Clinica per Rondoni di Francoforte in quanto qui ci sono le migliori possibilità di ridargli la possibilità di volare.


Nel caso ciò non fosse possibile, si deve prendere la decisione più difficile di tutte di far sopprimere il "tapino" dal veterinario. Il veterinario potrebbe anche tentare di operarlo in anestesia generale in modo da rimuovere la penna del timone rovinata. Siccome i calami sono molto ben ancorati alla penna maestra – fino all'osso sotto all'ala! il rischio di questo intervento è molto alto: infatti si possono provocare delle gravi ferite durante la rimozione. Spesso poi, non ricresce una nuova penna al posto di quella estratta o se riscresce è deformata in quanto il letto della penna è rovinato o ferito. In ogni caso, quando è andato tutto a meraviglia, la penna ricresce completamente in7-8 settimane.


La fuoriuscita di una nuova penna è accompagnata di solito da molte complicanze. La crescita delle penne è sempre turbolenta in quanto rovina il calamo. Inoltre la lunga cattività  che il rondone deve subire nell'attesa della ricrescita della penna gli provoca dei grossi problemi psichici e fisici. La sua muscolatura diventa flaccida, il suo sistema immunitario si indebolisce e diventa soggetto alle infezioni. Inoltre l'alimentazione forzata gli provoca delle carenze di minerali e ulteriori difficoltà  nella crescita delle penne stesse. Quindi, per esperienza, non consigliamo di estrarre penne rovinate della coda o delle ali!

 

 

Trapianto di penne: prima e dopo © C. Haupt

Il metodo usato per i falchi del trapianto di penne, ovvero il posizionamento di penne integre nel calamo di quelle rovinate, può essere la salvezza ma nel caso dei rondoni tuttavia non si può praticare come operazione di routine. I vantaggi di questo metodo sono evidenti: infatti già pochi giorni dopo l'intervento l'uccellino può riprendere il volo. Specialmente se si tratta di un uccello adulto che cova, o che ha il piccolo nel nido, questa possibilità  è di importanza vitale, in quanto altrimenti non morirebbe solo l'adulto ma anche il suo piccolino.
Il trapianto in un rondone richiede molto esercizio e il materiale giusto. Nella Clinica per i Rondoni ogni anno vengono salvati con queste operazioni, dozzine di rondoni.

 

malattie

Non si è a conoscenza di rondoni sopravvissuti in libertà alle infezioni. I rondoni osservati fino ad ora in cattività soffrivano di malattie legate alla mancanza di igiene, ad errori di nutrizione e/o di comportamento da parte del ritrovatore, riconducibili alle cure dei trovatelli si possono avere delle infiammazioni del cavo orale, alterazioni delle funzionalità digestive e intestinali, malattie delle vie respiratorie così come malattie del fegato, dei reni, dello scheletro come conseguenze secondarie. I contatti inoltre con altri tipi di uccelli di allevamento o selvatici, portano al rondone malattie infettive (per es. Ornitosi). L'uso incontrollato di farmaci (es. spray antiparassitari) provoca nella maggior parte dei casi delle gravi intossicazioni, che portano molto spesso alla morte.

 

Se il trovatello ha dei sintomi aspecifici, es. apatia, mancanza del respiro, flaccidità, piumaggio arruffato, la schiena incurvata, colorito pallido, mucose di colore giallastro o bluastro, alito che puzza o che sa di dolce, palpebre gonfie, piume imbrattate soprattutto della coda, vomito, vi devono indurre a contattare un veterinario che farà un'indagine batteriologica e micologica che darà le giuste indicazioni diagnostiche.

 

Tutta una serie di malattie infettive e micotiche sono dovute alla mancanza di igiene durante la nutrizione o durante la preparazione del cibo. Queste infezioni portano all'indebolimento del sistema immunitario facilitato anche dalla carenza delle sostanze nutritive corrette che si manifestano soprattutto nell'ambito del cavo orale (macchie bianche o marroni, afte e croste, muco, alito fetente o dolciastro ecc. ) e delle vie aeree con rumori polmonari e respiratori fino ad arrivare ad apnee. Le vie aeree dei rondoni che non sono ancora mai stati nelle mani umane, sono sterili. Dopo essere stato in cattività presentano una variegata serie di germi, batteri e funghi (candida). Mentre gli ultimi sono relativamente facili da curare, le malattie batteriche richiedono cure specifiche con farmaci ai quali molte volte i rondoni sono resistenti e di conseguenza ne muoiono! Si deve fare un tampone faringeo con antibiogramma per vedere se c'è una malattia batterica o micologica e vedere quali sono i farmaci adatti. Questo permette di mettere in atto la terapia giusta in quanto sono state constatate resistenze agli antibiotici anche in uccelli selvatici.

 

Per i rondoni sono molto pericolose anche le muffe (aspergillus). Le spore si trovano dappertutto anche nelle tende o nei tappeti pulitissimi. Non si possono trasmettere da uccello ad uccello, le spore vengono respirate nell'ambiente e prolificano poi grazie all'umidità dell'apparato respiratorio degli uccelli. Nel caso in cui un rondone sia debilitato nel sistema immunitario o se stia facendo una terapia antibiotica, è facile vittima della Aspergillosi. Quando i funghi si moltiplicano nelle vie respiratorie, provocano la morte dell'uccellino nel giro di poche ore per soffocamento senza perdita di conoscenza. Per questo motivo è molto importante fare una profilassi antimicotica in quei rondoni particolarmente debilitati. Contemporaneamente alla terapia antibiotica si deve sempre dare anche una copertura antimicotica!

I segni di una aspergillosi sono: mancanza di respiro, stanchezza, murmuri respiratori. Se viene somministrata un'adeguata terapia in questo stadio, siamo ancora in tempo per salvare l'animale. Ma spesso ci si accorge che l'animale sta male quando ormai già lancia delle grida stridule, e si muove come per cercare aria: in questo caso è troppo tardi per salvarlo ed è quindi meglio sopprimerlo per evitargli una morte orribile per soffocamento.

 

Con le muffe non c'è da scherzare. Basti pensare che negli anni 20 erano conosciute come la “Maledizione dei Faraoni": un aspergillus niger particolarmente aggressivo ha provocato la morte di molte persone che si erano introdotte nelle tombe dei faraoni a distanza di 3000 anni da quando si era formato!

 

I rondoni si ammalano anche molto gravemente in conseguenza ad un'alimentazione sbagliata! V. capitolo" errori nell'alimentazione".


parassiti

Anche se una parassitosi non si può considerare in senso stretto una malattia, dobbiamo tenere presente che in alcuni casi può portare il rondone ad ammalarsi. Il parassita non ha alcun interesse a danneggiare o far morire il suo ospite in quanto questo significa anche la sua morte. Ma in caso di rondone estremamente indebolito e malnutrito, con una grave insufficienza immunitaria, anche la parassitosi diventa un problema.

Come per la maggior parte degli animali, anche i rondoni hanno gli ecto- e endoparassiti. Tra gli ectoparassiti ci sono le innocue pulci (Mallophagus) , delle penne che si vedono (e raccolgono) solo quando vanno a bere le lacrime dagli occhi dei rondoni e che vivono nel piumaggio.
Più antipatiche sono le zecche dei volatili (Crataerina pallida) che quando diventano grandi assomigliano ad una mosca perché hanno le ali rivolte all'indietro e le zampine con molti uncini. Sebbene non possano volare, si muovono molto velocemente e saltano molto volentieri addosso all'uomo e a causa della sua dura corazza non si riesce a schiacciarla con la semplice pressione delle dita. In alcuni casi si riesce a romperle solo con l'uso di un martello (naturalmente solo dopo averle staccate dal rondone...)

Zecca dei volatili (Quelle: Lack, 1956)
Rondone con una pulce nell'occhio © P. Hartmann

Per l'uomo i parasiti esterni del rondone non sono pericolosi, solo irritanti, e spesso sono visti solo come disgustosi. Il migliore è che Lei raccolga gli acari e pidocchi del suo paziente con le ditte, e li elimini. Chi lo trova disgustoso può mettere sul collo dell'uccello un pizzico di polvere insetticida adatto (per es. "Bolfo" polvere) Niente Sprays! L'insetticida non può entrare negli occhi o nel becco.

Occasionalmente si trovano sui rondoni gli accari rossi, però non come veri parasiti del rondone, ma come "invasori" di vecchi nidi di passeri, dove il rondone, ogni tanto, alleva i piccoli. Piccolissimi punti rossi, che si muovono velocemente intorno al suo “lattante" devono dare l'allarme. L'acaro rosso è un sanguisuga opportunistica, che sopratutto attacca la vittima di notte e, se non trova un uccello, attacca anche l'uomo. Si schiacciano i parasiti e si chiede dal veterinario una goccia dell' antiparassitario "Ivomec-S", da mettere sulla gola o la pelle del collo: ciò è sufficente.

Un altro acaro, nuovo per i rondoni e verosimilmente "migrato" da altri tipi di uccelli, è grande circa 1 mm e si insidia nelle narici e si riproduce molto velocemente. Come sintomo si ha una rinite che non risponde ad alcun trattamento topico. Guardando poi attentamente gli acari nasali si vedono nelle narici del piccoli puntini rosso-bruno. Si sono viste anche nei rondoni delle alpi che sono cugini stretti dei rondoni. Il veterinario può rimuovere con cautela gli acari dal naso del rondone. Poi si può dare una terapia topica con una goccia di "Ivomec-S" sulla cute della gola o del collo.

I rondoni possono essere anche attaccati dagli endoparassiti. In passato sono stati riscontrati tenie, ascaridi e capillarie, che si annidano nell'intestino e possono portare il rondone a morte (p.es. i parassiti intasano l'intestino). Qualche volta si riconoscono questi parassiti ad occhio nudo nei feci.
I rondoni che non vengono nutriti correttamente sono vittime degli endoparassiti e devono essere quindi curati.

Naturalmente si può portare i feci da un veterinario per farlo analizzare alla ricerca degli endoparassiti. Sono necessarie due diverse prove, una sedimentazione e una base di galleggiamento. Se la spesa vale la pena, questo è tutto da dimostrare. Infatti solo sporadicamente si trovano le uova dei parassiti e anche dopo aver ripetuto più volte l'analisi dei feci, raramente si trova qualcosa. Inoltre nella clinica per uccelli di allevamento o selvatici di Hannover, analizzando l'intestino di rondoni morti di varie età, sono stati riscontrati, senza eccezione, ascaridi finora sconosciuti.

Quindi si deve ritenere utile in ogni caso fare una sverminazione profilattica in tutti i pazienti. Ma si devono usare i farmaci antiparassitari specifici per volatili, che di solito sono difficili da trovare in un normale studio veterinario per piccoli animali!

 

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Tel.:+49(69)35 35 15 04
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